I quindicenni italiani stanno sotto la media OCSE in alfabetizzazione finanziaria. I numeri, i divari che nascondono, e cosa se ne ricava.
Educa esiste per un motivo che si può misurare. Dentro l'indagine PISA, l'OCSE misura anche l'alfabetizzazione finanziaria dei quindicenni. L'ultima rilevazione disponibile è quella del 2022.
L'Italia sta sotto la media.
I numeri
Quattrocentottantaquattro punti, contro una media OCSE di 498. Non è un crollo, e la direzione è giusta: diciassette punti in più rispetto al 2012.
Il resto del quadro è meno rassicurante.
- Il 18% degli studenti non raggiunge il livello minimo di competenza.
- Solo il 5% arriva al livello più alto. Nella media OCSE è l'11%.
- Su sedici termini finanziari, uno studente italiano ne comprende in media sei. La media OCSE è sette.
I termini che quasi nessuno riconosce sono proprio quelli che pesano quando i soldi li gestisci davvero: diversificazione, tasso di cambio, interesse composto. Stipendio e budget invece si sanno.
Non è un paese solo
La media nazionale tiene insieme due paesi diversi.
| Area | Punteggio |
|---|---|
| Nord-Ovest | 509 |
| Nord-Est | 506 |
| Centro | 484 |
| Sud | 448 |
| Sud e Isole | 461 |
Sessantuno punti tra Nord-Ovest e Sud. È più della distanza che separa la media italiana dai paesi in cima alla classifica.
Il tipo di scuola divide quanto la geografia: 507 nei licei, 478 negli istituti tecnici, 411 nella formazione professionale, 409 negli istituti professionali. Quasi cento punti tra un liceo e un professionale.
C'è anche un divario di genere, e in Italia è largo: i ragazzi ottengono venti punti più delle ragazze, dove la media OCSE è cinque.
Dove imparano davvero
Questa è la parte che mi interessa di più, perché dice dove si può intervenire.
In famiglia si parla poco: oltre il 40% degli studenti non discute quasi mai di budget o di economia a casa.
Gli amici invece pesano parecchio.
- Il 61% ha comprato qualcosa perché ce l'avevano gli amici.
- Il 43% spende più del previsto quando è in compagnia.
- Il 38% compra spesso quello che gli amici consigliano.
Il posto dove si decide come si spendono i soldi, a quindici anni, non è la famiglia e non è la scuola. È il gruppo.
Cosa ci ricavo
Non traduco questi numeri in una promessa. Un'app non chiude un divario di sessantuno punti tra Nord e Sud, e chi dice il contrario sta vendendo qualcosa.
Due indicazioni di progetto però le leggo.
La prima riguarda da dove partire. Le parole che mancano non sono quelle base, sono quelle composte. Quindi le lezioni non devono ripartire da zero assoluto: devono attaccare dove si ferma il senso comune, che è esattamente il punto in cui compaiono diversificazione e interesse composto.
La seconda riguarda la forma. Se il gruppo di amici è il posto dove si decide come si spende, ha poco senso costruire un'app da usare da soli e sperare che il gruppo non interferisca. Tanto vale portarci l'esercizio dentro. È il motivo per cui Educa ha una modalità che si gioca in due.